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September 04

Grazie per la 619 che mi hai fatto, tesoro!

 

John McCain, inutile negarlo, è un matusa. Se ci aggiungiamo i problemi (seri) di salute che il candidato del GOP ha avuto in passato, risulta evidente che il/la running mate dovesse avere un’immagine giovanile. C’è dell’altro: presso i cristiani più intransigenti, McCain gode di scarso prestigio. Ecco dunque una figura giovane e al tempo stesso tradizionalista: Sarah Palin, quarantaquattrenne, governatrice dell’Alaska, antiaborista, maratoneta, mangiatrice di hamburger di alce, moglie di un Eschimese e madre di cinque figli. L’Alaska ha meno abitanti della provincia di Bologna: a livello di esperienza governativa, sarebbe come candidare Beatrice Draghetti, presidente della provincia di Bologna, o il governatore della Basilicata (il cui nome, perdonatemi, mi sfugge), alla vice presidenza di un Paese con trecento milioni di abitanti. Va da sé che il principale argomento che Mc Cain aveva usato fino ad ora contro Obama (“Non ha esperienza”) perde ora parecchia credibilità, anche perché Barak, al contrario, si è scelto un running mate, Biden, che ha iniziato a bazzicare in Senato trentasei anni fa. “Ok, ma lei è donna e con le palle, cosa che piacerà alle delusissime sostenitrici della Rodham; è giovane, ma nel contempo è all’antica ed ha una famiglia tradizionale, cosa che certamente farà piacere ai cattolici più intransigenti, agli amish e compagnia bella”. Già-già, famiglia all’antica, solo che il giorno dopo l’annuncio della candidatura di Sarah salta fuori che la figlia diciassettenne è stata farcita dal fidanzatino, che sarà immediatamente costretto a sposarla. Direi che l’audiodedica è d’obbligo.

 

Ieri pomeriggio ho capito qualcosa di molto importante sulla cultura cinese. Ho imparato che i Mandarini sono un popolo di masochisti. Nel retro della confezione delle barrette Kinder, in omaggio a Kung fu panda, ci sono delle mini lezioni di lingua cinese. Così, per l’appunto, ho imparato che “amore” si dice “ai”. In pratica, se una persona ti fa una 619, o ti tira una bella martellata nella caviglia in stile Misery non deve morire, o ti pianta uno spillo sul glande, e tu urli “Ai!!!!”, in pratica hai detto “amore!!!!”, quasi per ringraziarla o per invitarla a proseguire con qualche altra dolce carezza.

 

Ieri sera primo allenamento dell’Ottica Gamberini CSI Casalecchio, grande assente, manco a dirlo, Pando (ma che amico!), che è ancora a Londra, suppongo a massacrare fegati coi suoi maledetti shortini. Tanto sudore, tante facce da culo, qualche faccia nuova, vedremo che stagione sarà, anche se il Capitano, versione Tonino Guerra dei poveri (l’ottimismo è il profumo della vita!) ha già emesso la Sua sentenza. Molti mi hanno chiesto di raccontare dal vivo il marrone aneddoto capitolino; io non mi nego mai, ragazzi, ma non posso raccontare le mie diarree ogni cinque minuti: piuttosto rileggeteVi il post di qualche giorno fa!

Prima dell’allenamento avevo tentato l’impossibile per farmi male, rispolverando addirittura i rollerblade (dopo dieci anni o giù di lì), ma non ce l’ho fatta: non solo non sono mai scrumazzato, ma ho più o meno imparato a frenare (va beh, non proprio tipo abiesse, però diciamo che rallento significativamente) e per questo devo sicuramente ringraziare la maestra.

 

Ricordo a chi non l’avesse ancora fatto di votare i sosia del Sintomo!

 

Ieri sera ho ricevuto conferma da mio Cugino (sms di Clyde con citazione da Acapulco, prima spiaggia a sinistra: “Ok su tutti i punti!”) quindi direi che insciallah questa sera la Concimologo-Mobile porterà il Concimologo, Clyde, Lory del Santo e coach Boniciolli a Ceglie Messapica, destinazione trullo, dove dovrebbe raggiungerci anche il Negro.

September 03

Oggi si parla di buchi neri (niente doppi sensi plz!)

Da un lato la cosa mi onora, ma essere considerato da alcuni un tuttologo mi imbarazza anche: a volte vengo chiamato in causa su argomenti a me completamente ignoti, anzi, vista la materia, diciamo pure oscuri. Tipo ieri, quando Ugo, dal suo blog, mi ha chiesto di dire la mia su vari avvenimenti, tra cui:

 

Se qualcuno mi potesse aiutare a capire meglio, mi farebbe un gran piacere: ma in fretta eh? E’ notizia di ieri che il 10 settembre  in Svizzera verrà collaudato l'acceleratore "Large hadron collider" (Lhc), in grado di riprodurre le condizioni immediatamente successive al Big Bang che ha generato l'universo. E’ un “piccolo” macchinario, con un diametro di 26 km… e si spera sia in grado di individuare il bosone di High (§pastava andare in fiera…). Ah, dimenticavo: ha un piccolo problema. Secondo alcuni ricercatori il test genererà un buco nero in grado di risucchiare il pianeta… Quindi entro il 10 settembre potremmo non esistere più… quindi niente grigliata alla Carbona né concerti di Vasco e Liga né quello di Teo… Per piacere, rispondetemi allora entro il 9….

 

Perdonatemi, ma io faccio il concimologo e anche se ovviamente Margherita Hack me la farei volentierissimo di astrofisica non ne so mezza. Così ho chiesto lumi al mio sempre generosissimo e modestissimo e brillantissimo e preparatissimo amico Riga, di professione Eminentissimo Fisico (di fama internazionale e non è una gag, anche se magari chi lo ha conosciuto tramite questo Blog stenterà a crederci). Ecco la sua modestissima risposta:

 

Bella Ciabba,

certo, sarebbe bello seminare un po' di panico in giro, ma preferisco rimandarti ad un articolo (si badi, di aprile scorso) sul sole 24 ore.

In sostanza dice che collisioni di particelle quali quelle che avverranno al CERN avvengono regolarmente ed in quantità ingente nello spazio ad opera dei raggi cosmici, senza che niente si sia mai autodistrutto. Per quanto mi riguarda non ho le conoscenze per farmi da solo i conti se può saltare fuori un buco nero, ma mi pare che chi ha sollevato la questione non sia esattamente uno specialista di fisica delle particelle, mentre gli esperti ritengono che non vi siano rischi.

Inoltre occhio alla storia del big bang: non è che in laboratorio si riproduca il big bang (alcuni illuminati giornalisti hanno detto più o meno questo), piuttosto si portano le particelle ad interagire in un modo non molto dissimile a come interagivano appena subito dopo il big bang. Non parliamo poi di quei giornalisti che invece hanno capito che al Cern riprodurranno il Big Ben di Londra.

E tieni conto che se uno statosolidista difende così dei particellari, allora ci devono essere delle buone ragioni. Per quasi tutti il problema non saranno tanto i buchi, quanto i punti neri. (questo potrebbe essere un titolo)

In conclusione, se sei d'accordo il 10 ci troviamo sui colli (Medelana?) a vedere almeno come il buco nero fagocita il piano padano, ok? Poi, oh, ci vuol pazienza. Come diceva Bidinelli a Tondolo, di qualche morte bisogna pur morire...

p.s. (in realtà il 10 io dovrei proprio sorvolare la zona dove salta fuori il buco nero, quindi sui colli non posso venire)

Audiodedica per chi da circa ventisette anni ritiene che la mia silhouette sia inconfondibile.

September 02

Complimenti a chi digiuna!

Siccome è iniziato il Ramadan (o Ramazan), non posso non aprire questo post con un pensiero per tutte le lettrici e i lettori musulmani. Nel 2004, così per provare, rispettai il digiuno per un giorno e posso assicurare che non è facile, quindi auguro a tutti quelli che ci provano di “tener botta”.

§

Il post di ieri ha destato un po’ di scalpore. Il fatto è che, appena accaduto il fattaccio, Tete (o Lorry, non ricordo) mi ha detto “ti prego, dimmi che la metti sul blog!” “Ovviamente!” Tre secondi dopo ero già pentito, ma tutto sommato, dài, che senso ha tenere un blog se poi mi tengo per me i fatti più divertenti? Con l’audiodedica di oggi, ricollegandomi all’aneddoto di sabato, riprendo le autodediche del martedì.

§

Per mettere fine a certe voci che circolano, è bene chiarire un paio di cosette sulla genesi di questo avatar che periodicamente Vi propongo. Senza stare a tediarVi con racconti dettagliati su come nacque l’idea, tengo moltissimo a precisare che la bottiglia che ho davanti è una bottiglia di spumante e non di birra. Ora qualche stronzo dirà sicuramente che tanto per coprirmi una bottiglietta di Tassoni sarebbe stata più che sufficiente, che se vogliamo è anche vero, ma in quel momento in spogliatoio avevamo lo spumante; e comunque io la birra non la bevo. Il cappello invece era del Carl English dei poveri, ma questo non c’entra.

§

Vi avevo promesso la barza che ci hanno raccontato i tre soggettoni incontrati venerdì notte in piazza Trilussa a Roma.

Il padre di Giotto si reca alla scuola del figlio per il ricevimento dei professori.

“Buongiorno profefzfore, volevo zfapere come va mio figlio in matematica”

“Guardi, un disastro: non capisce niente, non si applica, disturba le lezioni!”

“Buongiorno profefzfore, volevo zfapere come va mio figlio in zftoria”

“Francamente malissimo: non studia, non ascolta, gira per i corridoi, alza le gonne alle compagne…”

“Buongiorno profefzfore, volevo zfapere come va mio figlio in educazfione artizzftica”

“Mah, guardi, suo figlio è un genio, diesegna benissimo, l’unico problema è che è un po’ troppo buontempone, fa qualche scherzetto di troppo”

“Ah, beh, non lo dica a me: ieri a dizvegnato una fregna zfui fornelli!”

 

 

 

 

September 01

Profitterol alla romana

 

Rieccomi sulla mia ambitissima poltrona di concimologo, dopo un week end a dir poco memorabile. Il Negro mi aveva invitato a Roma causa trentello, vuoi dire di no? Ritrovo venerdì sera alle 20.45 al Parcheggione, formazione sulla Concimolgo-mobile di tutto rispetto: il Concimologo al volante, passeggeri il gestibilissimo Lorry (ma come cazzo fa ad essere ancora a piede libero?), la Fè e Tete Mengoli (che per alcuni giorni monopolizzerà la sezione Hanno detto di me, dato che sparava una sentenza ogni venti minuti).

La Fè ha tenuto un occhio costante sul tachimetro, peggio del safety tutor, per cui siamo arrivati a Roma solo a tarda notte. Chi sperava di dormire durante il viaggio è rimasto deluso: tra Gem Boy, 883, Sbrégaz in botta e quant’altro, io e Tete (che a Firenze era già ubriaco, dichiarando: “Faccio dieci km con un litro… Di birra!”) abbiamo sfidato i vetri della Concimologo mobile, che si sono confermati resistentissimi. Alle due ci troviamo a Trastevere col Negro, che ci porta a spasso per la Città Eterna fino alle 5.30 del mattino. Degno di nota l’incontro con degli strippati che ci hanno raccontato una barza degna del Pillo (tranquilli, nei prossimi giorni Ve la regalo). Sabato sveglia con calma, mentre il Negro (che mi aveva prestato i suoi bermuda) e l’Alice facevano la spesa, Lorry ci porta a spasso per Roma, manco a dirlo, carico come una molla, sembrava quasi che i monumenti che ci illustrava li dovesse vendere. Dopo aver taffiato come un porco, faccio presente al Dr. Neri che devo evacuare. Sì sì, adesso vi faccio vedere i Fori. Belli i Fori. Lorry, io inizio a dover cagare con una certa urgenza. Ciabba, adesso vi porto a vede’ er bucio de Roma. Lorry, non hai capito, a me sta per aprirsi er bucio der culo. Vediamo er bucio de Roma, il mio orifizio è allo stremo. Lorry, ti prego, portami in un baretto a cagare. Ok Ciabba, andiamo al bar della piramide, vedrai che figata! Guarda Lorry, a me della Piramide… Non ce la faccio più, basta che ci sia il cesso, c’è il cesso a ‘sto bar della Piramide? È una figata, L’HANNO PORTATA DALL’EGITTO! Guarda Lorry, io spero solo che ci sia il cesso, non me ne frega un cazzo né della Piramide, né dell’Egitto, spero che in sto bar ci sia il cesso. Speriamo sia aperto, fa Lorry. Pure!, aggiungo.

Continuamo a camminare, scorgo una Piramide, accelero (tenendomi ormai le natiche con le mani), vedo il bar: è una baracchina, deliziosa effettivamente, ma come tutte le baracchine del Mondo non ha il cesso. Un po’ più in là c’è la stazione Ostiense, slalom tra gli scooters parcheggiati, arrivo alla stazione pensando “se è occupato mi cago addosso sicuro, non pensiamoci”, finalmente trovo il cesso, ma con un bel cartello OUT OF ORDER. Il bar, c’è il bar, chiedo, niente cesso nemmeno al bar, chiedo in edicola “deve entrare nella metro”. Ok, mi dia un biglietto per la metro. Entro, ecco la turca: porta senza chiusura e niente carta. Finalmente. Ce l’ho fatta. Col cazzo. A tirarmi giù i bermuda (del Negro e per giunta bianchi) e le mutande faccio appena a tempo, ma il getto è nebulizzato e fa l’effetto Pompei: investendo tutto, scarpe comprese (non parliamo del polpaccio destro). Con un numero da circo mi tolgo le scarpe, mi sfilo calzini e mutande e li uso per pulirmi alla meglio e salvare il salvabile. I braghini del Negro erano seriamente compromessi e, quel che è peggio, dall’esterno, mica da dentro. Va beh, mollo lì calzini e mutande, mi ricompongo e vado alla baracchina col mio rosone marrone, descrivo l’accaduto più o meno come l’ho descritto qui e Tete è felicissimo, gli ho cambiato la giornata, forse l’estate. Mi ha ringraziato cento volte. “Hai anche comprato il biglietto della metro, Ciabba, hai speso un euro per cagarti addosso, questa davvero credo non l’abbia mai fatta nessuno!”

Voliamo dal Negro, partiamo per il lago di Martignano, super grigliata sulla riva, si dorme all’addiaccio, al mattino colazione in un baraccotto gestito da un bagnino sgodevole (ribattezzato da Tete “Giovialità”). Formiamo una flotta temibile, un pedalò e quattro canoe, all’orizzonte c’erano delle pecore e ovviamente Lorry decide che si va tutti là perché deve cagare con le pecore (maledetto, quando scappa a lui…). In realtà poi arrivati lì ci siamo resi conto che erano mucche e che in quel punto non si poteva andare a terra. Remiamo un altro po’, c’è una bella spiaggetta piena di famigliole e Lorry decide che lì si fa il bagno. Problema: non ha il costume. Problema? Polleggiati, vado là che non c’è nessuno, mi spoglio e vado in acqua. Il posto in cui non c’era nessuno in realtà era a dieci metri dalle folle, ma tant’è: detto, fatto. Ancora una volta per la gioia di Tete, che l’ha ribattezzato SexyLorry. Tanto altro ci sarebbe da dire, ma come si fa, non rimarrebbe il tempo per proporVi un altro pezzettino del contest poetico alla Baracca e per chiederVi di votare i sosia del Sintomo.

 

  Immag002.jpg

Il lago di Martignano

 

 

 

August 29

Ca2+

Ca2+

 

Tutti tristi. Come se fosse vero. Figuriamoci, mi farei una bimane. No, no, non nel senso della schiacciata a due mani (non c’arrivo nemmeno con una sola, purtroppo è anche dimostrato sul Tubo). Proprio un segone a due mani, per festeggiare, inondo Saxa Rubra e Viale Mazzini, altro che tutti tristi! Dice che non si mettono d’accordo, quindi niente gol in chiaro. Magari, ma ci scommetto che il sfottuto accordo arriverà. Certo, non dovesse arrivare… Milioni di persone in meno a rincoglionirsi sul divano, magari qualcuno si farebbe una scopata, un ditalino (la pasta che non mette incinta), una sega (occhio che Geppetto invece…), un giro in bicicletta (vi ricordate ancora come si fa? Al limite ricominciate daccapo, con le rotelline), addirittura una passeggiata (eeeh, troppoooo!!!, come direbbe il Blasco), o due chiacchiere davanti al camino (la tv di una volta, dice il saggio). Oppure altra tv. Magari la Rai troverà qualcosa di più stupido dei gol da propinare alla gente. Eh, sì, perché tanto la tv prima dell’una di notte dev’essere inguardabile, per definizione. Per statuto. Tipo, i programmi di Mieli sulla storia devono andare quando tutti dormono, sai mai che riattivino qualche sinapsi in giro… No, quando la gente è sveglia (si fa per dire), bisogna mandare in onda L’isola dei penosi, La vita in diretta, i gol per l’appunto. E non me la menate con la solita storia degli Italiani idioti: in molti Paesi esteri la tv sa essere pure peggio (provare per credere!).

Sulla radio sono molto più fiducioso, magari se si liberasse l’inutile spazio dedicato ai gol (già, in teoria anche Tuttoilcazzominutoperminuto è a rischio), magari mettono su un po’ di musica o qualche programma intelligente, o divertente, Radiouno ne fa, anche di giorno.

Ma alla fine ci sciropperemo i gol, per tv e per radio, trionfo dell’elettroencefalogramma piatto, poi se per caso uno fa gol e non era previsto fa la fine di Tuta. Fanculo, chissenefotte dei gol, lunedì inizia la preparazione atletica della mia squadra di basket, di nuovo agli ordini di coach Bonfi (da quest’anno in tandem con Ugo), io sono stracarico, quello sì che conta, fanculo ai gol, quelli veri e quelli telecomandati, un bel coppino spalmato di merda a tutti quelli che si rincoglioniscono sul divano a vedere ‘sti gol del cazzo e già che ci siamo un bel dap alla Capitanessa, che venne fino al Jessie Owens per vedere il CSI anche se il Capitano era in India per lavoro.

Accordo RAI – Lega, figurati se non lo trovano, sto accordo, magari il calcio tornasse ad essere solo un prezioso catione bivalente (come da oggetto), magari!, ma ora, con Bossi e Maroni al governo, RAI e Lega sono praticamente la stessa cosa.

Dato che ho visto che col parkour non riesco a farmi male (ultime parole famose), ritirerò fuori i roller. Non mi ricordo più come si frena, ma pare ci sia chi mi darà ripetizioni; sperando non costino troppo (tipo una rotula, o magari una cornea, un’ulna - magali cinelalia).

August 28

Pesto contest: crudo, cotto o in miscela? Parlino i versi!

Ieri sera alla Baracca di Zola, oltre la solita enogastronomia di altissimo livello, era di scena l’attesissimo ed annunciatissimo contest poetico tra estimatori del pesto cotto e del pesto crudo (o lardo che dir si voglia). Ovviamente ho molestato i malcapitati dei tavoli vicini finché non ho trovato una disgraziata che mi ha dato corda e, di conserva con le sue commensali, ha composto e declamato un poemetto. Bando alle ciance, ecco a Voi la prima parte del contest!

Gli altri componimenti poetici (una sestina e un sonetto – con aprosdoketon, manco a dirlo - del Concimologo, due sonetti dell’Eminentissimo Fisico e due quartine del Sintomo) li ho trascritti qui di seguito. In realtà manca una poesia del Sintomo, spero mi perdonerete: è manoscritta su una bisunta tovaglietta, per decifrar la qual serve la stele di Rosetta, ma con del Sintomo l’aiuto, il contest chiuderò con un acuto. Va beh, scusate, mi ero fatto prendere la mano. Ecco le cinque poesie, per ora. Chi vuole, ovviamente, può mandarmene altre, oppure lasciare commenti ingiuriosi rivolti ai tre poeti.

 

Per me però son meglio un po' e un po'

l'ho già detto e poi lo scriverò

 

Delizia del palato è il pesto cotto

Ma in solitudine è come un fallo barzotto

 

Provalo in miscela col lardo e col grana

Dura da culo sarà allor la tua banana.

(Ciabba)

 

 

Per quanto una tigella al pesto cotto

generi a volte scoregge col botto

non posso fare ch'essa non sia

l'alto sospiro dell'anima mia

 

A una tigella al resto crudo

offro me stesso tutto nudo

con lei mi stringo in un gaudioso amplesso

la pancia gonfia mi nasconde il sesso

(Sintomo)

 

 

Non voglio denigrare il cotto pesto

e in tal modo tediarvi con sentenza

su quanto il buon prodotto sia molesto

causando irrimediabil flatulenza

 

il mio ragionamento ora sia questo:

il caso vuole che la compresenza

di crudo e cotto vinca tutto il resto

e che peggio stia l'un dell'altro senza.

 

Certo, ciò sostiene anche il buon Ciabba

e credo che ciascuno ammetter debba

che regni una grandissima armonia

 

quando i due pesti sono in sintonia

ma idee più paritarie nessuno abbia

dei due il crudo ha la supremazia

(Riga)

 

 

Di come nobilmente il pesto crudo

nacque per mano di gentil donzella

io quivi tratterò: è storia bella

anche se altre versioni non escludo

 

Lei lo inventò facendone tigella

che volle offrire a cena al suo drudo:

subito ne seguì una gran tirella

e in meno d'un secondo era già ignudo

 

Io pudibondo a questo punto giunto

lascio l'immaginar a ingegno fino

che non vi furon sol patacche d'unto

 

per lardo ed aglio misti a rosmarino:

il crudo pesto fu un valore aggiunto

spalmato sul fragrante bocconcino

(Riga)

 

 

 

TOWERSLAND

 

Col pesto cotto è la miglior tigella

Al sol pensiero in bocca ho l’acquolina

Seguirà subito una Crescentina

Pesto guidami tu, sei la mia stella

 

Qualcun preferisce spalmar nutella

Ma il pesto è proprio roba sopraffina

Aglio, ramerino e carne suina

E l’indomani gustosa fiatella

 

Ecco, ragazzi, cos’è la Baracca:

Crescentine, pesto cotto e vinello

Il meglio del meglio di San Pancrazio

 

Se è chiusa, socmel, che scesa, che strazio

Ma oggi è aperta: ingozziamoci, che bello!

Troppe ne ho mangiate, vo’ a far la merda!

(Ciabba)

August 27

Giù per il Tubo

…e guardando i giornali con un minimo di ironia

li dovremmo sfogliare come romanzi di fantasia

che poi il giorno dopo

o anche il giorno stesso

vanno molto bene per accendere il fuoco

o per andare al cesso!

(Giorgio Gaber)

 

Magari non è il caso di fare di tutta l’erba un fascio, ma il modo in cui il Carlino Bologna sta trattando alcuni argomenti, proprio non mi va giù. La cosa, tra l’altro, mi riguarda doppiamente: in primo luogo, in quanto sociologo preferito di Pappe (sì lo so che sono un concimologo, ma guardatevi un po’ di biologie di sociologi: Durkheim era in realtà un filosofo, Alberoni uno psichiatra, Max Weber un giurista… è tutto un fricandò, tutto sommato ci sta anche un concimologo); in seconda battuta, in quanto paladino della demenza, dell’ignoranza e della baracca.

Che in estate la stampa non sappia cosa dire è appurato, quindi non mi scandalizzo se vengono trattati argomenti di poco conto. Ma c’è modo e modo.

La settimana scorsa, il quotidiano più presente nei bar della mia città ha deciso di parlare di youtube. Fenomeno mondiale, opportunità gratuita e democratica per chiunque voglia far conoscere al Mondo qualche sua performance di qualunque tipo, purché non eccessivamente oscena. Legittimo parlarne, quindi. Già, ma non è in questi termini che la giornalista del Carlino trattava l’argomento. La notizia bomba è che degli studenti in gita hanno scorrazzato nudi nel corridoio dell’albergo, poi hanno uppato l’impresa sul Tubo. E allora via coi giudizi morali sui giovani d’oggi, “vittime e carnefici della noia che li circonda […], deviati, […] violenti, […] con un futuro da Stanley Kubrik”. Permettetemi un piccolo inciso, Stanley Kubrik (gusti personali a parte) è stato un artista di prestigio internazionale, mentre la signora che scrive, con tutto il rispetto, lavora per la redazione locale del Carlino (magari con contratto a progetto); e parla di un futuro da Stanley Kubrik come di una sfiga: brutta bestia, l’invidia! A meno che non volesse dire “un futuro da personaggio creato da Stanley Kubrik”: in tal caso, signorina, torni a scuola d’italiano. Se non lo so io, che faccio il concimologo, transeat, ma lei, che pretende di scrivere sul giornale…

Fatto questo piccolo inciso, suppongo che la giornalista in questione abbia avuto vent’anni. Suppongo anche, a questo punto, che abbia avuto una gioventù noiosissima, come probabilmente l’hanno avuta tutti quelli che oggi la menano con ‘ste spugnette sui giovani d’oggi. Vado oltre: se uno prende a calci un disabile e mette il pestaggio sul Tubo, qual è il crimine? Entrambe le cose, secondo me, ma soprattutto la violenza sull’indifeso. Da come la stampa tratta l’argomento, sembra che sia tutto il contrario: si stigmatizza soprattutto la voglia di apparire. Così, anche chi non ha pestato nessuno, ma solo mostrato il culo in gita con spirito gioviale e goliardico, diventa un deviato da rinchiudere, dato che rovina il morale alla gente. Giacomo Gelati (se non ricordo male si chiama così), molto coraggiosamente e simpaticamente, è uscito allo scoperto ed ha accettato di parlare col Carlino: “Sono uno dei protagonisti di quel video, il proprietario del culo è un mio amico e non abbiamo fatto nulla di male”. Io sarei andato oltre. Avrei fatto presente che è stato molto più volgare di loro il Carlino, mettendo una gigantografia del fotogramma con le chiappone sulle proprie pagine. Voglio dire, su youtube ci si va apposta, si sa che si può trovare di tutto (nel bene e nel male). Ma se entri in un bar, prendi il tuo cappuccino, ti appoggi su un tavolino per gustartelo, butti l’occhio sul giornale aperto lì accanto e ci trovi un bel culo maronato, mi chiedo: chi è volgare, il proprietario del culo o il giornalista?

A me questi moralismi del cazzo fanno solo girare le palle, anzi mi sorge il dubbio che l’autrice si nasconda dietro il Malandrino78 che ha lasciato tanti insulti in coda ad un video in cui io e dei miei amici ci divertivamo un sacco; o forse la signora è l’ispiratrice di Ertoda, mimymarty e tutti i coglioni che insultano i capolavori del Trio Scordati.

Concludo dicendo che l’audiodedica è per l’autrice di quella spazzatura e che la vita vuol che si viva, quindi viva chi si diverte, dal vivo o sul Tubo, da spettatore o da protagonista.

August 26

Alive and still kickin' (hard)

Cominciamo col dire che sono atterrato al Marconi stamattina alle 10 e sblisga, dopo un viaggio iniziato alle 23.30 di ieri sera, ma in realtà alle 21.00, considerando l'ora italiana. Questa premessa per dire che, per una volta, se sono rincoglionito ne ho ben donde. Comunque sono vivo, come del resto prevedevo. E piscio senza catetere, che non è mica poco.

Potrei fingere di nulla, ma devo proprio dire che almeno un complimento per aver trovato il sosia diacronico di Smigna (lo sceicco Yassin) me lo sarei aspettato, invece niente. Di certo non mi stupisce il silenzio assordante del Mozart di Monte San Pietro (Adailton), per il quale i sosia sono validi solo se li trova lui.sminia%201.jpgyassin.jpg

Un'altra delusione è il quiz su Khomeini. Io non lo avevo lanciato con lo scopo di fare arrivare delle improperie all'Ayatollah, che tra l'altro è sotto terra da quasi vent'anni, ma per vedere se tra gli stempiati qualcuno ha buona memoria! Già, perché quando mi dissero la gag di Khomeini su un ramo (saranno stati almeno dieci anni fa), mi piacque talmente che per dei mesi continuai a ripeterla a tutti, un po' come la famosa barzelletta del fegato del Maniaco di Bazzano. Va beh, comunque anche se non ve la ricordate, sappiate che ci si arriva, basta un po' di demenza.

Domani dovrei tornare a tracciare, sempre che qualcuno della crew ci sia, così dichiaro guerra per l'ennesima volta alle mie caviglie, che ogni tanto sembra che abbiano appena subito una ankle lock da Kurt Angle.

Nel prossimo post (che, prometto, sarà meno scrauso di questo), Vi parlerò di un argomento che il Carlino Bologna ha trattato negli ultimi giorni e che mi sta molto a cuore. Per l'ennesima volta, dovrò condividere con Predrag Danilovic il giudizio sul più popolare quotidiano di Basket City.

August 24

Cose dell’altro Mondo: il Concimologo da Teheran

 

La sezione “viaggiare sicuri” del sito del Ministero degli Esteri parla chiaro: “va esclusa la possibilità di svolgere in Iran attività di tipo giornalistico trovandosi nel Paese con visto turistico.” Il mio visto è scritto tutto in farsi, l’unica cosa leggibile è la data, quindi se sia turistico non lo so, ma nel dubbio ovviamente me ne fotto e Vi regalo una pagina di alto giornalismo.

Partiamo dall’inizio, cioè dal Marconi. La Lufthansa sarà anche una compagnia affidabile, ma col cibo sono veramente tirchi (ocome si dice dalle mie parti dei plumoni o ancora, come direbbe la Rella, hanno il braccino corto); fino a Francoforte con un pacchetto di salatini nello stomaco: grazie al cazzo che il cervello mi va in standby, insomma che vengo sopraffatto dalla seconday imagination. È cos’ che leggendo un ispiratissimo articolo di Claudio Magris su Franz Kafka, vengo colto da un atroce dubbio: ma se uno si trova in una stradina di Praga e non ne trova l’uscita, è in un vicolo cieco o in un vicolo ceco?

Francoforte, finalmente. In aeroporto, ormai in preda alle allucinazioni da fame, incrocio un anziano Palestinese in carrozzella e non so come arriva l’illuminazione: Smigna è il sosia dello sceicco Yassin!!! La stranezza è che questo anziano signore non assomigliava minimamente né a Smigna né al compianto leader palestinese.

Sul Francoforte Teheran, forse con qualche pensiero di troppo sulla sicurezza nei cieli, continuo nel mio delirio: ma se un kamikaze che sta per farsi saltare in aria si commuove, gli brillano gli occhi?

Atterro all’aeroporto Imam Khomeini di Teheran, sono le due di notte, un po’ di fila in dogana, assisto ad una conversazione tra uno straniero (non so di dove fosse, di sicuro non di Zola Predosa, dato che non l’avevo mai vosto) ed un Iraniano, che lo ammoniva: “bisogna mettersi nella fila più corta, non importa se sia per Iraniani, per stranieri, tanto ci sono gli stessi computers e gli stessi sparacazzate; i doganieri non hanno il diritto di fare certe domande o di mancare di rispetto i passeggeri, io una volta a Bruxelles li portai dal capo e pretesi le loro scuse davanti a lui, quando si va in un Paese bisogna sempre conoscere i propri diritti. In questo Paese non esistono diritti”.

C’è un cambio aperto, cambio duecento euro e mi danno due mazzi di banconote che penso non li abbia mai visti nemmeno Severino Citaristi: un euro corrisponde a quindicimila RLS e la banconota di taglio più grosso era da ventimila.

Mostro al tassista un foglio col nome del mio albergo, sia in inglese che in farsi. Pur non parlando una parola di inglese, vuole comunicare ad ogni costo, mi chiede in qualche modo da dove vengo, rispondo. “ITALIA XXXL!!!”, fa lui. Mi offre dell’acqua. “No, grazie”. Mi offre una paglia. “Grazie, non fumo”. Apre lo sportellino del cruscotto, prende una pietra gialla tipo ambra, ne spezza un po’ e me lo porge. “No, grazie”. Non fa una piega e se lo mangia lui, chissà cos’era. Alza la musica e accenna un balletto, ovviamente lo assecondo (come sapete sono un grande ballerino) e finalmente gli do una grande soddisfazione. Passiamo davanti a tre minareti illuminati, si mette la mano vicino alla fronte per un saluto militare: “Imam Khomeini!”, mi dice indicando i minareti, che in pratica delimitano il mausoleo. Faccio il saluto militare anch’io ed il tassista si polleggia. Durante tutto questo, ogni trenta secondi circa rischiavamo di schiantarci, dato qui guidano tutti come pazzi: non è infrequente vedere moto senza fanali, pickup con montoni in piedi sul portapacchi (sì, sì, non nel cassone dietro, proprio nel portapacchi sul tetto!), auto e moto contromano nella corsia d’emergenza. Arrivo in hotel alle quattro, punto la sveglia alle otto, alle nove mi chiamano dalla reception. Scendo e trovo due colleghi iraniani che sono venuti a prendermi: uno è il sosia di Lele Molin (Amid) l’altro non saprei, forse del Negro. Mi portano a visitare un po’ di frutteti, poi via verso Esfahan, quattro ore di auto (tanto son bello fresco, come disse Gaber alla fine di un concerto). Per la strada il panorama è semidesertico, diciamo tipo Nevada o Arizona, ma con delle strane montagne, dolci ma dalla superficie irregolare; come se fossero state arate da un trattorista sbronzo con un enorme vomere; ovviamente non è successo nulla di tutto ciò, almeno non credo: è quasi più plausibile ritenere che ad essere ebbro fosse Dio quando ha creato questi strani rilievi. Però, dài, ammesso e non concesso che il creatore una volta abbia avuto voglia di farsi un goccio, suona strano pensare che lo abbia fatto proprio in questa terra di astemi.

Arriviamo a destinazione di sera, mi presentano Vahid e gli altri colleghi, tra i quali il sosia di Larry Turrini. Mi portano a cena, ovviamente taffio come un porco. Vahid si concede una battuta: “Mi dispiace, Giulio, non ho vino rosso da offrirti”. “Tranquillo, Vahid, bianco va benissimo lo stesso!”, avrei voluto rispondere, ma ovviamente mi sono trattenuto.

Torno in camera, ci sarebbe il proposito di ripassare il Power Point per il seminario del giorno dopo, ma sono stanco morto e siccome mi fa comodo pensarlo, lo penso: “Ma cosa ripasso a fare che poi mi agito, tanto al limite sparo qualche cazzata a braccio, qualcosa me lo inventerò!”

Mi sveglio alla mattina, faccio la doccia e mi rendo conto di essere mostrificato (oddio, non che di solito sia poi così chiamabile, ma sentite qua…): il rosso pompeiano della mia ustione di decimo grado rimediata al mare si è trasformato in una squamatura, in particolare le sopracciglia sono bordate di pellicine morte; il bulbo è impresentabile e non c’è speranza che migliori (il pettine non me lo sono neanche portato dietro, nel dubbio); lo sguardo lascia capire chiaramente che il fritto della sera prima è ben lungi dall’essere digerito. Esco dalla stanza canticchiando Gisto e Cesira di Mingardi e subito incrocio due colleghi.

Arrivo al seminario, la sala si riempie, quando realizzo che gli spettatori saranno almeno un’ottantina un po’ me la cago (“e adesso che cazzo gli racconto, che non ho nemmeno riguardato la presentazione?”), anzi vado nella turca e lascio un bel ricordino, fortuna che avevo in tasca una salvietta dell’Agip. Inizio a parlare, a tradurre ci pensa il sosia di Larry Turrini e ogni volta che ci penso stento a trattenere il riso. Alla fine mi fanno un sacco di domande, proprio tutti, comprese le donne col velo nero in testa, risposndo a tutti e finalmente si taffia. Dopo altre quattro ore di auto rieccomi a Teheran, albergo, camera, cesso, cago, riecco la secondary imagination. Tiro l’acqua e vengo assalito da un dubbio atroce: ma se un pokerista incallito, diciamo tipo Càldaro, tira l’acqua, viene uno sciacquone normale o un royal flush? Mah.

Approfitto per dire che devo una Crescentina al Fedro e una al Maniaco, ricordatemelo prima che chiuda la Baracca. E per chi ha avuto la pazienza di arrivare fin qui, un quiz a premi (Crescentina in palio): cosa fa Khomeini su un ramo?

August 22

Verso Teheran, carichissimo nonostante le Vostre iazzate

Premesso che per me non mi capiterà assolutamente nulla (anche perché, come dice il ficcante Accaro, a modo mio c'ho una gran buccia), non posso non registrare le innumerevoli iazzate che mi sono arrivate nelle ultime settimane. In pratica molti mi vedono già penzolare da una gru... Ehi, vèz, datti un pizzicotto, stai sognando!
Fatta questa premessa, se dovessi rimanerci è bene sottolineare che, come dice Franco, è stato molto bello, o, come dice il Blasco, è stato splendido. Come sentite dal sottofondo musicale ci faccio un po' di ironia, comunque sapete tutti che in un vecchio post ho lasciato disposizioni precise per il mio funerale, queste disposizioni sono ancora valide, quindi dite a Pappe, che mi dice sempre di prendere l'Acutil Fosforo, che se non ha ancora imparato le letture da fare l'Acutil Fosforo se o devono prendere lui e il suo sosia Adailton.
Se poi mi arrestano perché non sono circonciso, allora prendetevela con l'Eliana, che l'estate scorsa si rifiutò di circoncidermi con il suo apparecchio, come invece le avevo chiesto io.
Ragazzi, rassegnateVi, martedì notte torno tutto intero e più idiota di prima, anche perché gli aerei Lufthansa sono sicurissimi, quindi è matematicamente impossibile che caschi. Siete fottuti!!!!!
P.s.: Bona lè, parto. As salam Aleykum!
August 21

Grillini, Solženicyn, De Maria, delirio al Pratello: ma il Livello c'è ancora?

 
Eccomi qui in una basket city ancora desertissima, in attesa di partire domani per Teheran, nella speranza di rendere l'Iran un posto fertilissimo.
Nel frattempo qui a Bolo non sanno proprio cosa dire, del resto non lo so neanch'io: via del Pratello così vuota la vedo solo pochi giorni all'anno, c'è quasi più gente a Saint Lawrence upon the Hills che qui.
Pare che la bomba sia che il Còffero non si ricandiderà. Che dire, in pochi si strapperanno i capelli, soprattutto nella sinistra bolognese. Ad esempio, non credo che se li strapperà Monteventi ( http://www.comune.bologna.it/bologna/consigliocomunale/consiglieri/monteventi.php ), non credo proprio. Va beh, cattiverie tricologiche e politiche a parte, credo che il PD debba prestare attenzione ai fatti delle prossime settimane. Già, anche perché credo che molti degli elettori delusi dal Cinese (se non tutti) sposteranno la propria ics su Grillini, che almeno è simpatico e se mi permettete la battutaccia non inculerà mai i suoi cittadini, essendo palesemente un receiver.
Ma vediamo un po' come reagisce il PD bolognese (che è nel marasma più totale, quasi a paradigma di quello nazionale). Il capogruppo leghista annuncia (non si sa bene a che titolo) che Cofferati non si ricandiderà. De Maria, eroe per caso del PD bolognese (in pratica comanda perchè Cevenini preferisce i salotti e Ramazza ha abbandonato le battaglie contro il precariato per dirigere un'agenzia di lavoro interinale, sembra una barzelletta, ma è così), prova a fare dell'ironia. "Se Bernardini è così informato, ci dica anche chi sarà il vice di Obama". Ora, io credo che nemmeno Claudio Limardi, Luca Giurato, un tossico del Livello o nessun altro riesca a fare una cappella ogni volta che apre bocca come fa De Maria. Mi pare evidente che Obama si sceglierà un running mate, che poi al limite potrà diventare il suo vice in caso di vittoria. Un'uscita del genere mi sembra dunque davvero fuori luogo, specialmente nel giorno in cui alcuni sondaggi registrano il sorpasso di McCain.
Tra l'altro Obama e McCain ne hanno abbastanza, senza bisogno di De Maria, uno col fratellastro accattone che dice di voler rimanere anonimo (salvo farsi fotografare e intervistare da Vanity Fair: un anonimato un po' sui generis), l'altro con la storia della croce nella sabbia in Vietnam, scopiazzata da Solženicyn (plagio degno di Zucchero Fornaciari, ma almeno ad Adelmo la gaffe fruttò un prestigioso Tapiro d'oro).
Scusate gli errori e le incongruenze di questo post, scritto al volo dal Bangla di via del Pratello, con 50°C e di gran fretta. Del resto, mi sono ispirato a Claudio Limardi, a luca giurato, ai tossici del Livello, al bulbo da playmobill di De Maria...
Ma tra l'altro, il Livello, esiste ancora? Sta a vedere che alla fine il rimasto sono io!
August 19

Jason Kidd, gli arrosticini, le esclusive e la mia generosità

Prima di tutto diciamo che il verdetto dei Concimati sui sosia di Dodi (o Domenico, come lo chioamano alcuni) era forse scontato, ma un'occhiata la merita comunque: http://nuke.vallenet.bo.it/SonougualI/SonoUgualiDodi/tabid/95/Default.aspx 
Ormai siamo agli sgoccioli: venerdì pomeriggio parto per l'Iran, sempre che non mi ricoverino prima al Centro Grandi Ustionati del Bufalini di Cesena. Eh, già, perché in Abruzzo, oltre a fare il pieno di arrosticini, sono riuscito ad addormentarmi al sole per due pomeriggi consecutivi, mica male! Va beh, che io sia rincoglionito è di dominio pubblico da tempo... Fatto sta che ho addome e cosce color rosso pompeiano. Prima di partire cercherò di lasciare almeno un altro post, inanto godeteVi, nell'apposita sezione degli articoli, il delizioso intervento di Claudio Magris in esclusiva per Lasciatevi concimare!. In realtà l'articolo è comparso anche sul Corriere della Sera, ma solo per gentilissima concessione del Concimologo.
 
August 13

Ce n'è per tutti!

Scusate l'assenza, se per caso non si era capito sono stato via qualche giorno. Ho trascorso i primi giorni di vacanza facendo la via dgli dei a piedi: quattro giorni, da Casalecchio fino alle porte di Firenze (con tanto di vista mozzafiato sul centro storico). Magari più avanti Vi racconterò qualche dettaglio, per ora Vi basti sapere, come si vede dalle foto, che i miei compagni di avventura, come direbbe mio cugino Clyde, non sono esattamente come i Fiorentini del Quattrocento.
Ora sono a Bologna, anzi a Ponte Ronca. Da un lato è una gran scesa, perché come dice quel gran film certo che oh, a Bologna a Ferragosto non c'è un cane!, ma dall'altro posso sparare ad alzo zero su tutti, impunemente! Proviamo: Pappe ce l'ha piccolo, Titti ce l'ha moscio, la Frency è una cicciona, Robbi è inchiavabile, Tete la sua abbronzatura Collistar di cui si vanta tanto potrebbe infilarsela dove dico io, Bibe si è rifatto la canappia ma tanto sono più chiavabile io, Gatto sarà anche un bravo chitarrista ma usa i suoni che si usavano in Nepal negli anni '80, Riga in bici non va un cazzo, il Sintomo il manubrio da crono per me lo usa con la morosa, Emme ha fatto cilecca la prima notte di nozze... Ok, basta così.
Un'altra nota positiva del rimanere a Bologna è che vado sempre in bici e soprattutto mi trovo con la crew a tracciare, anzi va detto che ieri si è aggregato Stefa.
Domani sera (giovedì) direi che si può, anzi si deve grigliare (direi Talon, altre proposte?), quindi chi c'è mi mandi un sms. Si lo so che ve la cagate a far tardi al Talòn, che è buio, ma tranquillo, siam qui no-oh-oh-oh-ohi!
La sera del quindici o al più tardi il sedici parto per qualche giorno di relax a Pollutri (da Nick Abruzzese), poi torno un paio di giorni e me ne vado diretto a Teheran, dove, caro Ugo, nessuno mi impiccherà perché anche se non sembra sono una persona per bene (lo so che lo nascondo benissimo!!!). Dico, si è mai visto che venga impiccato un ospite in missione concimologica?!
August 04

Ma a me chi mi tiene!?

Tra circa sette ore cominceranno le mie vacanze e devo dire che ne ho proprio bisogno perché sono in riserva, sul serio. Già, anch’io vado in riserva, eccome. Beh, ora un po’ di riposo (a modo mio, ovviamente, mica gubbiando: devastando tutto come piena di fiume, modestia a parte).

La mia vacanza inizierà dunque con la Serata Lucio Dalla di stasera. Ricordo a chi vorrà partecipare che saranno graditi un copricapo, occhiali, peli finti e qualunque cosa possa richiamare Lucio Dalla.

Faccio presente anche che la serata non si terrà a Saint Lawrence upon the Hills, ma a Ponte Rivabella da mio padre (che è al mare); per ovvie ragioni non scrivo l’indirizzo, ma chi non sa o non ricorda dove sia la casa può contattarmi. Per festeggiare la serata, la sezione Hanno detto di me è oggi composta esclusivamente da commenti alle mie performances canore.

Non so se stasera sarà presente Dodi (il piccolo grande cantante dei Phidge), spero di sì, ma intanto, chi lo conosce e chi no può votarne il sosia.

August 03

Le nebbie si diradano

 

Dice: che scesa, tutti al mare e io resto a Bologna, così stanco da non dormire. No, no, tranquillo: se la vita non ha sogni io li ho e te li do.

Prima di tutto vorrei che fosse chiaro che non mi sento per niente matto. Mio padre è al mare (fa molto bene abbronzarsi e poi nuotare), quindi direi che lunedì si può finalmente fare (a casa sua, che non ha vicini, ai piedi del monte) la richiestissima serata Lucio Dalla, con del taffio e con la famosa bottiglia che ti ubriaca anche se non l’hai bevuta (la cosa è di una eccezionalità insolita e veramente eccezionale).

Ora uno potrebbe dire cosa vado a fare da questo lupo di periferia (e anche un po’ liupo da branco, ah no, quella non c’entra, scusate, mi sono incasinato), da sto grande figlio di puttana. Va beh, ok, di certo se io fossi un angelo sarebbe tutto diverso, però considera che anche gli angeli capita a volte sai si sporcano. Poi, oh, a pensarci bene, il mio più gran peccato fa sorridere gli dei.

È ovvio che il quattro agosto qualcuno probabilmente qualcuno ha lasciato lì di lavorare, ha agguantato un treno, è andato fino al mare, qualcuno preferisce camminare la sera con un amico a parlare del futuro, qualcuno sarà già intorno al mondo senza amore, come un pacco postale, quindi è una serata senza nessuna certezza (che commozione, che tenerezza!). Io, guarda, non garantisco niente, ciòè, una cosa sì: sarà una sera così dolce che si potrebbe bere da passare in centomila in uno stadio una sera così strana e profonda che lo dice anche la radio anzi la manda in onda (beh, quello forse no). Se poi ti va ci beviamo anche un grappino, ma non troppi, altrimenti ti fan scordare le parole, confondono i pensieri.